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Camilla Bellini: quando il design incontra la comunicazione

Camilla Bellini

Camilla Bellini: quando il design incontra la comunicazione

Il mondo dell’ interior design è sempre più interconnesso a quello della comunicazione: un percorso intrecciato che vede sempre più emergere collaborazioni e figure stimolanti e dinamiche.

Nel panorama generale, l’Italia vanta un parterre di designer di cui essere sempre più orgogliosi. Tra questi, sicuramente, una della più amate e seguite è Camilla Bellini che, nonostante la sua giovane età, è riuscita a creare un dialogo efficace e continuo tra design e metodi di comunicazione, attraverso un blog seguitissimo ed i suoi canali social. Il risultato? Una community numerosissima (oltre 100k) che segue il suo daily, scoprendo grazie a lei, nuovi brands, nuovi designer, nuovi progetti dal gusto raffinato e contemporaneo, tanto che Snapitaly e Sunbell l’hanno menzionata inserita tra i “migliori influencer del mondo del design“.

Classe 1986, Camilla, senese doc, scopre subito l’amore per l’arte ed il design, infatti frequenta l’Istituto d’Arte Duccio di Buoninsegna, ed in seguito si laurea in Industrial Design a Firenze.

Designer, autrice del libro Influencer Marketing” per Hoepli, speaker, blogger, Camilla è un autentico talento poliedrico che ha fatto del suo gusto raffinato e della sua grande preparazione, il centro di un’attività professionale ormai attiva su più fronti.

 

Abbiamo avuto il piacere di poterle fare delle domande, sul suo percorso e sul suo futuro.

 

Camilla Bellini Red Carpet Venezia

 

  • Chi è Camilla Bellini?

Camilla Bellini è una designer di Siena che dal 2016 ha unito alla progettazione, intesa in senso classico, anche la comunicazione del design sui social media. E fino a prima della quarantena, girava l’Italia e il mondo per conoscere e diffondere nuovi progetti e nuove aziende.

 

  • camillabellini.com è un blog di settore che riscuote un enorme successo. Quando e come nasce l’idea?

L’idea nasce dalla volontà di creare uno spazio in cui gli appassionati e i professionisti del settore potessero trovare un punto di vista sul design che non fosse necessariamente quello istituzionale delle aziende. Il mondo del design parla troppo spesso solo a sé stesso, io volevo allargare il bacino di persone che potevano approcciarsi a questo tema, così nel 2016 è nata l’idea del sito. Lo considero un luogo aperto, in cui puoi leggere le miei opinioni, le mie esperienze e i miei racconti e puoi dire la tua, suggerendomi novità, curiosità e altro.

 

Camilla Bellini designer

 

  • Quale pensi sia stata la caratteristica del tuo modus operandi, che ti ha permesso di emergere in un ormai affollato mondo come quello dell’ interior e del design?

Ho iniziato a raccontare la mia quotidianità di designer quando ancora sui social media non c’erano le aziende di design. O, se c’erano, erano troppo impegnate a postare le foto dei loro cataloghi. Ho dato un punto di vista nuovo, meno tecnico e patinato e più esperienziale, fatto di progetti che toccavo, gestivo, raccontavo. Poi negli anni ho mantenuto sempre la mia autenticità, non piegandomi mai ai favori degli algoritmi o delle novità a tutti i costi. Sono rimasta me stessa e ho intensificato il rapporto con la mia community, cercando di essere quanto più di ispirazione possibile. Non spetta a me valutare se la ricetta abbia funzionato, quello che so per certo è che questa è una dimensione che mi piace molto, in cui sono pienamente me stessa.

 

  • Se dovessi racchiudere la tua idea di design in un oggetto iconico, quale sarebbe?

La mia idea di design è nata quando frequentavo le superiori, all’Istituto d’Arte di Siena. Scoprii probabilmente per caso la lampada Arco dei fratelli Castiglioni e da lì nacque una passione che non si è mai scalfita. Non è solo un oggetto iconico, è una luce di bellezza, di quelle che non smetteranno mai di emozionare. Non avrei voluto disegnarla io, perché preferisco che sia stata la causa scatenante di tutto il mio lavoro.

 

  • La creatività necessita di un continuo flusso d’ispirazione. Quali sono i tuoi stimoli fondamentali ai fini creativi?

Ovviamente trascorro molto tempo sui social media. Dove carpire tutte le novità o i nuovi aggiornamenti è davvero semplice. Ma adoro sfogliare libri e riviste, anche del passato. L’ispirazione si annida dove meno ce lo aspettiamo, ecco perché sono una designer che guarda fuori dalla finestra, cammina, va a curiosare anche nelle stradine di campagna. Vivere in Toscana è bellissimo anche per questo. Arte, storia e architettura sono ovunque e avere stimoli in fondo è semplice. Nel periodo della quarantena mi sono affidata maggiormente al digitale, come un po’ tutti, credo.

 

  • A proposito di creazioni, qual è stato il tuo ultimo progetto?

Se parliamo di progettazione e disegno, mi fa piacere parlare di Zefiro, il sistema di compartimentazione degli ambienti dell’azienda Linvisibile. È stato un progetto nato poco prima del lockdown e sviluppato interamente nei mesi in cui eravamo fortemente costretti a casa. Per la sua realizzazione mi sono ispirata a un design slegato dal concetto di tempo e ho puntato tutto sull’eleganza. È un progetto che ho molto a cuore, anche perché è stato inserito all’interno di un mio progetto di interior a Toronto. Quindi è stato insieme un product design e un progetto di interni. E mi ha tenuto molta compagnia nei mesi più severi di lockdown.

 

  • A cosa stai lavorando adesso? (se si può dire)

Si può dire, si può dire! 🙂 Qualche settimana fa MTV mi ha scelta come madrina del programma MTV Cribs Italia, lo show americano che debutta anche in Italia con celebrities italiane. Parliamo di case, arredi, nuovi concetti di abitare: sono nel mio! Ho preparato appositamente un nuovo IGTV in cui spiego come è cambiata la nostra casa, soprattutto dopo l’ultimo anno.

 

  • Quali sono le opere di design che ti hanno fatto capire che questa era la tua strada?

La già citata lampada Arco, sicuramente e in primis. Poi è innegabile anche il mio amore assoluto per le lampade in generale. Sono una light design addicted. Progettare la luce è un po’ come progettare la vita, mi piace molto.

 

  • A quali designer ti ispiri?

La lezione dei grandi maestri del design è sempre viva in me. La scuola italiana dei mostri sacri resta la migliore al mondo. Oltre ai pezzi forti, però, seguo molto designer giovani che hanno assimilato bene la lezione del passato e continuano a innovare e a svecchiare il concetto di bellezza.

 

  • Nella tua bio, una frase ci ha colpito: circondati da bellezza, si vive meglio. Cos’è per te la bellezza?

La bellezza è la più alta forma di ideale a cui tutti dovremmo tendere. E noi tutti abbiamo il compito di diffonderla, accrescerla, consolidarla. Non so se la bellezza ci salverà, ma di sicuro farà di tutto per farci vivere bene e meglio.

 

  • Abbiamo visto come, nell’ultimo anno, la pandemia abbia irrimediabilmente, trasformato il concetto di casa e cambiato il nostro modo di vivere gli spazi domestici, riscoprendoli. Nel tuo caso, cosa è cambiato? (se è cambiato qualcosa)

Casa mia è diventata il mio studio, la mia palestra, la mia sala conferenze, il mio angolo selfie, il mio show cooking, qualsiasi cosa. Manca giusto la piscina e poi diciamo che tutte le attività che svolgevo altrove ho iniziato a farle a casa. Più che di adattamento, però, mi piace pensarla come un’evoluzione. Casa è diventata un’iper-casa, potenziata.

 

  • Sei giovanissima ma ad un gran punto della tua carriera, per cui te lo dobbiamo chiedere. Quale consiglio ti senti di dare ai giovani che hanno le tue stesse passioni e vorrebbero farne una carriera?

Giovanissima, ma grazie! È bello sapere che passa questo senso di freschezza all’esterno. Dall’alto dei miei 34 anni (sono dell’86) posso dire che ora più che mai è il momento di essere sé stessi e di investire sul miglioramento delle proprie capacità. Studiare, sporcarsi le mani, provare, gettarsi a capofitto ma con razionalità. Non c’è una ricetta del successo, cosa che peraltro non credo affatto di aver raggiunto, ma c’è una ricetta per provarci. È semplicemente fare le cose, al nostro meglio.

 

  • Sei mai stata in Puglia? Cosa ti ha ispirato di queste meravigliosa terra?

Sono stata in Puglia qualche anno fa in occasione della Masterclass di La Content a Bari e ho avuto l’occasione di visitare anche Polignano a Mare e Alberobello. A Polignano ho visto uno dei tramonti più memorabili della mia vita, una di quelle cose che davvero non si dimenticano mai. La Puglia ha una bellezza rurale che ti resta dentro, sembra ovunque esserci calore, festa. Per un designer è una terra che può offrire migliaia di ispirazioni.

 

  • È stato un immenso piacere conoscerti, seppur virtualmente. Ti aspettiamo presto qui.

Grazie a voi, entrare in contatto con la vostra bella realtà è stata un’occasione di confronto non solo piacevole ma anche consolidante. Appena possibile, vi vengo a trovare!

 

Grazie Camilla.

 

 

 

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